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mercoledì 29 febbraio 2012

TATTILOTECA


La conoscenza del mondo, per un bambino, è di tipo plurisensoriale. E, tra tutti i sensi, il tatto è quello maggiormente usato, il tatto completa una sensazione visiva e auditiva, dà altre informazioni utili alla conoscenza di tutto ciò che ci circonda. Il senso del tatto viene poi trascurato, come non importante, secondo gli adulti che sono stati a loro volta condizionati da un'educazione limitativa, orientata solo sulla vista e sull'udito.
                                                                                         (I laboratori tattili di Bruno Munari - ed Corraini)


L'incontro di formazione di ieri a Vescovato è partito da queste premesse munariane per lavorare sulle scale di valori tattili, che sono la base da cui partire se si vuole ragionare di tattilismo, libri tattili o tattiloteche. Questi sono alcuni dei risultati prodotti dalle maestre: 


 


giovedì 9 febbraio 2012

SEGNO E DISEGNO

(disegno di Ettore di stasera, penso che siamo in sintonia di interessi...)

Dagli appunti di Mariella sulla formazione che abbiamo fatto stasera: (...) le prime tracce segniche del bambino sono  la risultante  di un compromesso fra il piacere di sporcare  in modo disordinato e il piacere di lasciare traccia di sé. (...) Nella sua evoluzione il disegno viene così ad essere il primo rappresentante grafico del lavoro dell’IO.


Esercitazione: sviluppiamo degli automatismi segnici attraverso l'utilizzo di un supporto non rigido e non condizionante, il filo di lana.




Jackson Pollock - 1950